Ha perso di potenza, ma gli effetti dell’uragano Florence potrebbero essere comunque devastanti. La costa della Carolina del Nord ha cominciato ad essere sferzata dalle prime raffiche di vento e pioggia. L’uragano, declasssato a categoria 2, coinvolgerà un’area più vasta degli Usa sudorientali, dove vivono circa 10 milioni di persone. Se i venti sono calati da 225 a 165 km orari, riducendo la categoria dell’uragano, Florence conserva intatto il suo potenziale distruttivo, aggravato dal suo rallentamento, stazionamento e allargamento di fronte: sono previste inondazioni sino a circa 4 metri e piogge prolungate per oltre un metro d’acqua. L’impatto a terra è previsto domani.

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Brock Long, il capo della Federal Emergency Management Agency (Fema), la protezione civile americana, dice che Florence potrebbe “uccidere molte persone”. E insiste: “È un uragano molto pericoloso”. Long afferma che “gli allagamenti interni uccidono un sacco di persone sfortunatamente e questo è ciò che vedremo, più o meno”.

Intanto la Duke Energy Corp ha deciso di chiudere i due reattori nucleari della centrale nucleare lungo la costa della North Carolina. L’impianto ha la stessa progettazione di quella giapponese di Fukushima, che esplose e rilasciò una grande quantità di radiazioni in seguito al terremoto e allo tsunami del 2011. Dopo il disastro, le autorità Usa chiesero di nuovo a tutte le centrali nucleari americani di potenziarsi contro terremoti e alluvioni.

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Sul fronte del trasporto aereo cancellati circa 1.200 voli programmati per giovedì e venerdì. A riferirlo è Flightaware, il servizio che traccia i voli, precisando che il numero è relativamente piccolo e potrebbe aumentare. Gli effetti di Florence sul traffico aereo potrebbero comunque essere inferiori al temuto se, come previsto, l’uragano scanserà l’hub di American Airlines a Charlotte, in North Carolina, e quello di Delta ad Atlanta, in Georgia.

Fonte articolo: https://www.quotidiano.net/

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