Il surf è una splendida convivenza con madre natura e l’oceano. Ma surf significa anche materiale chimico come polistirolo, polimeri, resine e neoprene. Quali sono le alternative più green nel nostro equipaggiamento?

“La tavola da surf più verde è quello che hai già”. Si, questa è una tra le tante verità, ma un’altra opzione eco-friendly è acquistare una tavola da surf usata, quella cioè che ha già avuto il suo impatto sulla Terra (legato alla sua produzione). Ma questo non basta, perchè molti di voi vogliono la tavola nuova fiammante: ecco che allora entrano in gioco nuove interessanti tecnologie per shapare tavole eco-sostenibili e quindi meno tossiche, ed esistono aziende che si impegnano in ciò e andrebbero dunque sostenute. Vediamo quali.

Il vostro quiver è composto da diversi tipi di tavole, ognuna delle quali tuttavia ha delle parti tecniche in comune: un nucleo di schiuma (blank) rivestito in fibra di vetro e resina per dargli rigidità e protezione, oltre alle pinne. Prendi in mano una tavola qualsiasi ed è altissima la probabilità che sia composta di poliuretano espanso ricoperto da resina al poliestere. Purtroppo il poliuretano proviene dal petrolio vergine e la resina è cancerogena ed emette elevati valori di VOC (composti organizi volatili), un vero rischio per gli shaper che ci lavorano costantemente.

 

Per fortuna siamo in grado di fare meglio: alcune aziende creano le loro tavole da surf usando polistirene espanso (EPS), anche se si tratta di un tipo di plastica difficilmente riciclabile  lo stesso materiale può essere riutilizzato grazie a WASTE TO WAVES, che utilizza vecchi “plasticoni EPS” per creare nuovi blank (e ce ce ne sono anche di riciclabili, guarda qui).
Altra buona notizia: il blank EPS può essere resinato con colle meno tossiche come la resina epossidica, utilizzata già da molti ma non da tutti, la quale contiene valori bassi di VOC.

Ma c’è dell’altro, ancora meglio: esistono resine epossidiche a base bio, le quali sostituiscono alcuni composti del petrolio con quelli di origine vegetale (alcuni sono sottoprodotti delle industrie della carta e biocarburanti), riducendo così l’impatto del carbonio sulla tua tavola.

La plastica non è il solo componente adatto a cavalcare l’oceano: le tavole tradizionali nascono dal legno e se hai più soldi da spendere restano un’alternativa eco alquanto valida.
E’ in fase di test un’altra idea rivoluzionaria: Tavole da surf a base di Funghi! Ancora non presenti sul mercato, ma se supereranno i test avremo a disposizione un materiale espanso biodegradabile e rinnovabile, ricavato da questi vegetali che spuntano ovunque.

FONTE: www.4surf.it

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